venerdì 10 marzo 2017

Perché è nostro dovere parlare di disastri naturali e comunicazione?

Questa è la domanda che fin dal primo incontro a Mirandola, durante il terremoto dell’Emilia, ci ha guidato per costruire un percorso che non si esaurisse in un’iniziativa one-shot o di breve periodo.

È anche la domanda che ci porta in questi giorni nuovamente in Veneto per discutere con i giornalisti, nostri fondamentali stakeholder.

Personalmente, avendo vissuto l’esperienza terremoto in prima persona da professionista e avendola poi studiata, e poi ancora rivissuta – seppur da lontano – con il terremoto del centro Italia, ritengo che abbiamo una duplice responsabilità come comunicatori e appartenenti ad un’associazione professionale.

Come comunicatori ritengo abbiamo il dovere di parlarne per tentare di trasmettere ai colleghi e in particolare ai professionisti più giovani il valore che le relazioni pubbliche possono offrire alle organizzazioni, alle comunità, ai territori colpiti da disastri naturali. Una responsabilità nei confronti quindi della professione (cfr. Melbourne Mandate).

Come appartenenti a Ferpi ritengo abbiamo il dovere di parlarne a stakeholder ben definiti, come nel caso del corso di Verona, per rendere consapevoli questi nostri stessi interlocutori e l’opinione pubblica dell’importanza che la comunicazione di crisi riveste prima per la preparazione, poi durante l’emergenza e infine del ruolo che il racconto del disastro può avere nella ricostruzione. Non dobbiamo stancarci di ripeterlo: la narrazione del disastro può mettere in moto processi di resilienza nelle comunità, che sono le prime a dover essere ricostruite. Ma una buona comunicazione prima dell’emergenza è altrettanto importante per preparare le comunità al rischio ed ad esempio informarle dei piani di protezione civile. Una responsabilità nei confronti della società (cfr. Melbourne Mandate).

È una mission di alto profilo, cui possiamo concorrere insieme ad altri soggetti, e che già diversi attori hanno riconosciuto anche nell’ultimo, interminabile, tragico fenomeno sismico che ha colpito il centro Italia.

Perdonerete quindi l’insistenza, ma son convinto che si tratti di una grande opportunità di advocacy per la professione… #comunicobene

Pubblicato su Ferpi.it http://www.ferpi.it/perche-e-un-dovere-parlare-di-comunicazione-e-disastri-naturali/


venerdì 2 dicembre 2016

TERREMOTO: RICOSTRUZIONE PIU' FACILE SE LA COMUNICAZIONE E' 'RESPONSABILE'



Alcuni take di ADNKronos tratti dall'intervista a Biagio Oppi

(AdnKronos) - ''Nel caso del sisma in Emilia - spiega Oppi
all'AdnKronos - abbiamo notato che la comunicazione ha coinvolto più
soggetti, tra cui anche aziende e associazioni che hanno contribuito a
creare un 'racconto' più partecipato della ricostruzione. Nel
terremoto e nel post-terremoto all'Aquila invece, la politica ha
occupato il palcoscenico, egemonizzando la comunicazione e producendo
anche una frattura tra chi governava da un lato, e la comunità
aquilana dall'altro, rimasta del tutto esclusa dal processo di
ricostruzione, tanto che i cittadini alla fine sono stati spostati
anche fisicamente''.

      La lezione che si trae da queste due esperienze, è che quando la
comunicazione riesce a coinvolgere e tenere insieme tutti gli 'attori'
di un territorio, allora diventa anche più semplice ricostruire,
''perché si può contare su una maggiore capacità di resistenza da
parte dei cittadini'' afferma l'autore.


      (AdnKronos) - La prevenzione comunque, rimane un punto fondamentale.
Ma anche il dramma di un disastro naturale può diventare
un'opportunità per ricostruire introducendo maggiore sicurezza ed
efficienza.

      ''Dopo il terremoto dell'Emilia - spiega ancora Oppi - Pubblica
amministrazione, aziende e associazioni hanno fatto questo, inserendo
macchinari, strumenti e meccanismi più efficienti e innovativi. Tutto
questo va accompagnato alla prevenzione: da un lato assicurando i beni
e dell'altro migliorando edifici e infrastrutture. Sono interventi che
costano, certo, ma meno rispetto a quanto si è costretti a spendere
nelle fasi dell'emergenza a seguito di un terremoto'', conclude
l'autore del saggio, il cui ricavato verrà devoluto alla promozione di
ricerche e tesi di laurea su comunicazione e disastri naturali.

mercoledì 23 novembre 2016

Terremoto in Giappone

Japan's lesson from earthquakes: Spend before the earth shakes dal Vancouver Sun fa riflettere. Come fa riflettere l'impatto che questo terremoto 7.4 ha avuto... praticamente nullo rispetto alla magnitudo. Come fa riflettere l'impatto dello tsunami di 1 metro e mezzo che lo ha seguito... 
E? anche interessante dal punto di vista strettamente mediatico e comunicativo, notare il basso livello di attenzione dei media, ovviamente dovuto al basso numero di vittime (pochi feriti a quanto pare).
Dopo il terrificante terremoto di Kobe del 1995, il Giappone che già aveva investito parecchio in antisismico, ha incrementato gli investimenti ed ha avuto ragione, dice l'articolo del Vancouver Sun. 
Gli stessi danni terribili di Fukushima nel 2011 sono in effetti stati causati dallo tsunami che seguì alla centrale nucleare Tepco.
Gli esiti di questo terremoto in Giappone, dovrebbero servirci per riprendere il discorso e per ribadire ancora una volta quanto sia prezioso investire prima che il disastro naturale avvenga... in edilizia antisismica, in misure di prevenzione, in educazione all'emergenza.
E il fatto che non lo si sia fatto ancora, non significa che sia troppo tardi. Anzi.
Si faccia questo benedetto piano Casa Italia o qualdirsivoglia. A questo davvero #bastaunsì.

PS:A proposito di terremoto di Kobe, ho letto di recente Tutti i figli di Dio danzano (in inglese after the quake) di Murakami Haruki con sei racconti in cui la terribile tragedia del 1995 rimane sullo sfondo.

martedì 15 novembre 2016

Faccio cose, vedo gente. 2 dicembre, Treviso: presentazione del libro

La rassegna “Faccio cose, vedo gente”, organizzata da Ferpi Triveneto, fa tappa a Treviso, venerdì 2 dicembre, con il workshop “La comunicazione di crisi nei disastri naturali: un aiuto per le imprese e le organizzazioni del territorio”: alle ore 18 nella sede della Camera di Commercio di Treviso, Piazza Borsa 3/b.
I disastri naturali, come i terremoti che stanno affliggendo l’Italia in questi mesi, sono anche eventi mediatici e, come tali, possono amplificare le ricadute negative sulla vita delle imprese che operano nei territori colpiti. Allo stesso modo, però, un attento governo della comunicazione nelle situazioni di crisi acuta può rappresentare un elemento di sostegno per la continuità operativa e la tutela degli spazi di mercato delle imprese coinvolte. 
Se ne parlerà con Biagio Oppi e Stefano Martello, co-autori e curatori del libro “Disastri naturali: una comunicazione responsabile? Modelli, casi reali e opportunità nella comunicazione di crisi”, insieme a Giovanni Landolfi, socio Ferpi ed esperto di comunicazione di crisi, e con Emanuela Ramon e Roberto Beltrame della Protezione Civile. Moderatore Michela de Faveri del nostro Consiglio Direttivo.

giovedì 10 novembre 2016

Ferrara per le zone terremotate

Un'iniziativa di Palazzo dei Diamanti a favore delle popolazioni colpite dal sisma

Ferrara conosce bene, e da vicino, cosa significhi un sisma come quello che ha sconvolto il cuore dell’Italia. La città estense lo ha vissuto sulla propria pelle nel 2012 e ancora oggi ne mostra le ferite, solo parzialmente sanate.
Ferrara Arte non vuole sottrarsi alla gara di solidarietà innescatasi in queste settimane e intende promuovere una iniziativa importante a sostegno delle popolazioni terremotate del centro Italia, con una formula che rispetti il proprio mandato: diffondere la cultura.

Fino all’11 dicembre, al bookshop di Palazzo dei Diamanti e online sul sito palazzodiamanti.it saranno a disposizione, al prezzo davvero speciale di 5 euro, i cataloghi di alcune delle mostre ospitate da questa sede negli ultimi anni. Il ricavato raccolto con questa iniziativa sarà integralmente devoluto alla Protezione Civile per poter essere utilizzato nelle forme e nei luoghi che essa stabilirà.
Si tratta di volumi di grande interesse scientifico, cura editoriale e qualità grafica: Chardin. Il pittore del silenzio, Sorolla. Giardini di luce, Lo sguardo di Michelangelo. Antonioni e le arti, Matisse. La figura e La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudí. Oltre ai cataloghi, sono in vendita a 2 euro due libri per bambini realizzati in occasione delle esposizioni dedicate a Chardin e Michelangelo Antonioni.

“Vogliamo – afferma Maria Luisa Pacelli, direttrice di Palazzo dei Diamanti – sostenere la Protezione Civile, innanzitutto. Ma ci preme anche far circuitare, magari tra persone che non potrebbero permettersene l’acquisto a prezzo pieno, i cataloghi di mostre di grande qualità da noi prodotte e organizzate. Poiché pensiamo che questa proposta possa interessare anche molti appassionati che sono già venuti ad ammirare l’attuale esposizione o che, risiedendo lontano, non hanno l’opportunità di goderne, abbiamo deciso di estendere la possibilità di acquisto al nostro sito. Anche in questo caso, il ricavato andrà interamente a favore della Protezione Civile”.

Il bookshop di Palazzo dei Diamanti è a ingresso libero e rispetta gli stessi orari di apertura della mostra Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi: tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.

Info:
0532 244949
www.palazzodiamanti.it

venerdì 4 novembre 2016

Greenaccord: a poche ore dall'apertura della COP22 di Marrakech, l'associazione Greenaccord Onlus organizza il XIII Forum internazionale dell'Informazione per la Salvaguardia della Natura. Una finestra aperta sul mondo




La situazione che si è venuta a creare a Rieti a causa della scossa di terremoto ha convinto le Autorità cittadine a chiedere alla Città di Frosinone di adottare il Forum internazionale. Pertanto il Forum si terrà regolarmente ma tutto sarà spostato nella Città di Frosinone dove non vi sono problemi legati al terremoto. Il programma rimane invariato.

A  un anno  dalla  storica  Conferenza  COP21  di  Parigi  e  a  poche  ore  dall’apertura  della  COP22  di Marrakech,    l’associazione    Greenaccord    Onlus    organizza il    XIII    Forum  Internazionale dell’Informazione  per  la  Salvaguardia  della  Natura.  
L’appuntamento è dal 3 al 6 novembre presso l’Auditorium della Fondazione Varrone di Rieti, in un territorio, dunque, che ha acquisito forte connotazione simbolica per i recenti tragici terremoti che purtroppo stanno mettendo a dura prova le comunità del centro Italia ancora in queste ore. E proprio al terremoto e alla ricostruzione sono dedicati alcuni momenti del forum, con la partecipazione del Commissario Straordinario Vasco Errani e i Sindaci delle città colpite.
Ma il Forum rappresenta anche una finestra aperta sul mondo: tra gli ospiti  d’onore  ci sono, infatti, diversi esponenti  della  società  civile mondiale  che  lottano,  per  difendere  i  propri  territori,  contro  i  cambiamenti  climatici  e  il surriscaldamento  globale.  Al Forum saranno presenti, tra gli altri, Robert Costanza, professore di Economia ecologica all’Australian National University; Riccardo Valentini, presidente del Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti climatici; Michael Renner, analista del Worldwatch Institute; Joan Martinez Alier, docente dell’università Autonoma di Barcellona.
A moderare la sessione mattutina del 3 novembre Biagio Oppi, delegato Ferpi Emilia – Romagna e autore fra gli altri del libro “Disastri naturali: una comunicazione responsabile? Modelli, casi reali e opportunità nella comunicazione di crisi”, edito da Bononia University Press. Nella sessione interverranno: René Castro Salazar (vicedirettore Dipartimento Forestale di FAO ed ex ministro del Costa Rica), Robert Costanza (professore di Public Policy all'Australia National University ed economista-ecologista) e il prof Riccardo Valentini (Presidente dell'UN Global Terrestrial Observation System).

Un appuntamento da non perdere, in particolare per chi si occupa di comunicazione ambientale e resilienza dei territori.

domenica 30 ottobre 2016

#Terremoto... Sempre più social, sempre più parte di noi

La scossa di Norcia ci colpisce ancora una volta nell'intimo... e stamattina dalle 7.40 i primi minuti su Twitter sono stati tremendi, tra una sparata (7.1) e mille appelli di aiuto. Diventa necessario riflettere ulteriormente sul ruolo che i social media assumono nei disastri e soprattutto nei primi minuti di questi disastri.

E' sempre più evidente come i social media di elezione in caso di disastri naturali siano divenuti Twitter, in primo luogo, e Facebook, in seconda battuta.
Meno evidente, probabilmente ancora da studiare a fondo, ma altrettanto interessante è il rilievo che i terremoti e i disastri assumono nelle nostre vite grazie ai social.
Se oggi la nostra vita, le nostre biografie e le nostre esperienze sono contaminate per gran parte dei loro contenuti - quindi nella stessa narrazione esterna ed interna delle nostre vite - dai social media, non appare strano che i disastri naturali diventino essi stessi parte di una narrazione collettiva e individuale diffusa dai/sui social media.
Mi spiego meglio.
L'evento calamitoso e il disastro naturale sono per natura eventi mediatici. Anzi ancor meglio. Sono storie affascinanti, terribili e avvincenti. I giornalisti e i media di ogni tipo (stampa, radio, tv,  web) si sono sempre buttati a pesce sui disastri e sulle calamità, perché queste hanno tutti gli ingredienti per interessare il pubblico: immagini, tragedie individuali e collettive, morti/vittime, antagonisti (cultura vs natura / polemiche politiche, ecc)
Oggi la possibilità di vivere in diretta un evento calamitoso tramite i social media, lo rende un'irresistibile flusso di narrazione collettiva, che segna molto più di quanto faceva in precedenza l'intera popolazione.
Oggi tutti noi viviamo un terremoto a distanza come qualcosa che è tra noi, quando fino a pochi anni fa, lo vivevamo come un evento limitato a un territorio.
La scossa che faceva tremare la libreria a casa mia, mentre a centinaia di km si consumava una tragedia immane, un tempo era derubricata a qualcosa di lontano per me, anche se terribile e tremendo per chi ne veniva colpito. La stessa dimensione emotiva era molto rilevante, per quanto si potesse essere partecipi e coinvolti.
Oggi non è più così: il qui ed ora del social media, ci lancia in un continuum emotivo del discorso pubblico e della narrazione, che ci fa sentire tutti molto più partecipi e vicini a coloro che sono stati realmente colpiti.
I social media hanno cambiato la nostra percezione dei disastri naturali. Oggi siamo tutti un po' più terremotati. Non dobbiamo stupirci se tutti partecipani a questa narrazione collettiva. Perché tutti in fondo hanno legittimità a sentirsi parte della comunità colpita. Che non è solo una comunità territoriale, ma anche una comunità virtuale che vive e si alimenta sui social media. L'auspicio è che questa maggiore presenza del disastro nelle nostre vite non si trasformi in assuefazione e insensibilità; o ancora peggio virtualizzazione del reale rappresentato dalle calamità.
Per questo - anche da parte nostra, di comunicatori e relatori pubblici  - è necessario continuare a studiare il fenomeno sotto tutti i suoi aspetti.
Di nuovo la vicinanza di tutti noi che animiamo questo blog a chi è stato colpito e ai soccorritori presenti nelle aree terremotate.

venerdì 14 ottobre 2016

Nuovo piano di evacuazione per il Vesuvio

La prevenzione dei disastri naturali è fondamentale in un territorio fragile come quello del nostro paese che deve affrontare rischi sismici, indogeologici, vulcanici. Quindi va accolta molto positivamente la notizia che ha annunciato De Luca. D'altro canto come abbiamo sottolineato nel libro è fondamentale anche tutta l'attività di comunicazione collegata alla prevenzione e alla gestione della calamità.
Mi interesserebbe quindi conoscere anche l'eventuale piano di comunicazione di crisi collegato.

dall'Huffington Post del 12 Ottobre

Vincenzo De Luca annuncia il piano d'evacuazione per il rischio Vesuvio: "Pronti a spostare 700mila cittadini in 72 ore"

"In 72 ore, in caso di emergenza, evacueremo le 700 mila persone della zona rossa". E' l'annuncio del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca durante la conferenza stampa organizzata con il Capo della Protezione civile Nazionale Fabrizio Curcio, per illustrare il "Piano Evacuazione Vesuvio".
"Dalle cifre e dai numeri ci sembra di stare di fronte ad un problema di dimensioni gigantesche - ha detto De Luca - ma dobbiamo attrezzarci per essere all'avanguardia come regione e per questo cominceremo ad erogare finanziamenti dando priorità ai comuni della zona rossa. Naturalmente anche la Regione dovra' contribuire con le infrastrutture di mobilita' per supportare i piani di evacuazione o rischiamo un disastro di proporzioni bibliche. Nell'area Flegrea per esempio completeremo le bretelle di collegamento".
Per Il numero uno di Palazzo Santa Lucia: "E' inutile creare allarmismi. oggi non abbiamo problemi particolari ma dopo il dramma dell'ultimo sisma abbiamo l'obbligo di preparaci. Ad oggi - ha aggiunto - mancano i piani di evacuazione di 4/5 comuni ma consegneranno tutto entro due settimane. Abbiamo Comuni commissariati come quello di Pompei, in questo caso individueremo almeno un 'piano di raccolta dei cittadini'. Sara' nostra responsabilità".
Prima della conferenza con gli organi di stampa, De Luca ha incontrato i sindaci dell'area a rischio per coordinare i piani di Protezione civile di tutte le aree: "tutti i comuni presenteranno i progetti entro fine mese - ha chiarito il governatore - ma l'intero sistema funzionerà solo se ciascun soggetto farà la propria parte, a partire dai comuni che avranno la responsabilità di disporre piani informativi e di evacuazione assolutamente efficienti. Fondamentale sara' anche il Programma di informazione che sara' distribuito alle scuole e poi alle famiglie, perché tutti devono sapere con certezza dove andare in caso di necessita'".

giovedì 13 ottobre 2016

Emergenza, Resilienza, Partecipazione all'Assemblea ANCI di Bari

Secondo appuntamento di un paio di seminari all'Assemblea ANCI di Bari, è previsto per domani venerdì 14 ottobre alle ore 14.30.  
“Emergenza, Resilienza, Partecipazione” è il titolo del seminario che vedrà la partecipazione di: Letizia Di Tommaso, Relazioni Esterne Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta; Giulia Pigliucci, Ufficio Stampa FOCSIV – Volontari nel Mondo;  Massimo Alesii, Owner A.G.T. Communications; Toni Muzi Falconi, Senior Counsel Methodos.
Il panel discuterà tra i vari temi anche di come il recente terremoto nel Centro Italia abbia ribadito la centralità della comunicazione, della partecipazione e del coinvolgimento per sviluppare una cultura della resilienza che vada oltre la semplice gestione dell’emergenza.
I temi presentati nel luglio scorso al Festival della Partecipazione de l'Aquila verranno arricchiti dagli interventi di due esperte comunicatrici di questo settore come Letizia di Tommaso e Giulia Pigliucci.
Massimo Alesii si soffermerà sul lavoro svolto dal terremoto del 2009 fino ad oggi e culminato nel libro "Disastri Naturali: Una Comunicazione Responsabile?" mentre Toni Muzi Falconi si focalizzerà su un progetto per migliorare la resilienza dei territori.
Dopo il seminario di Bologna con quasi 100 giornalisti, l'incontro di Cento con istituzioni e comunità locale, il Festival della Partecipazione de L'Aquila e il Salone della CSR a Milano, una nuova tappadi sensibilizzazione sul ruolo che la comunicazione può avere nel costruire la resilienza del territorio.

martedì 4 ottobre 2016

Salone della CSR e dell'Innovazione Sociale. Video-introduzione al libro di Martello

Stefano Martello, co-autore e curatore del libro, video-introduce "Disastri Naturali: Una Comunicazione responsabile?" (Bononia University Press, 2016) in occasione del workshop al Salone della CSR e dell'Innovazione Sociale di Milano.

sabato 24 settembre 2016

Presentazione al Salone della CSR e dell'Innovazione Sociale

Il libro Disastri naturali: una comunicazione responsabile? Modelli, casi reali e opportunità nella comunicazione di crisi sarà al Salone della Csr e dell'Innovazione di Milano il 4 OTTOBRE all'interno del workshop
 17:00 - 18:00
L’attenzione di imprese, istituzioni, media e opinione pubblica nei confronti della sostenibilità ambientale non è sempre lineare e il nostro Paese soffre ancora di gravi carenze nel governare tanto la dimensione ambientale quanto quella comunicativa. Partendo da un recente libro dedicato al tema ("Disastri naturali: una comunicazione responsabile? Modelli, casi reali e opportunità nella comunicazione di crisi") l’incontro mette al centro il ruolo della comunicazione di crisi per affrontare le emergenze ambientali, facendo interloquire i comunicatori, i giornalisti e i rappresentanti di imprese e istituzioni. Un incontro utile per affrontare i cambiamenti organizzativi e relazionali che ogni situazione di crisi comporta. Una cassetta degli attrezzi per media, imprese e istituzioni.

domenica 18 settembre 2016

Riflessioni a un mese dal terremoto (da Ferpi.it)

In queste settimane post terremoto ho spesso pensato a cosa avremmo dovuto dire, scrivere e commentare; presto mi son detto – e soprattutto ci siamo detti con diversi colleghi – che a tempo debito avremmo potuto ragionare anche su questo disastro naturale per tentare di mettere in moto un meccanismo positivo come quello che Ferpi fu in grado di generare dopo L’Aquila e l’Emilia.
Il naturale pudore e l’immediata solidarietà di chi ha vissuto sulla propria pelle la tragedia di un terremoto o di un altro disastro naturale ci hanno trattenuti dall’intervenire.
Questo non ha significato che alcuni di noi non si siano adoperati, preoccupati e impegnati: raccolte fondi, racconto dell’impegno delle forze di protezione civile, inviti e appelli… tanti di noi hanno lavorato sodo. Chi per pura solidarietà, chi per lavoro perché gli capita di essere direttamente interessato, chi per interesse professionale. La comunità dei comunicatori ancora una volta si è mossa; questa è la dimostrazione che il collegamento tra comunicazione/relazioni pubblicazioni da un lato, disastri naturali dall’altro non è una forzatura. Il recente libro che abbiamo pubblicato, Disastri naturali: una comunicazione responsabile? Modelli, casi reali e opportunità nella comunicazione di crisi www.buponline.com edito da Bononia University Press, è stata la sintesi di una serie di confronti e iniziative cominciate proprio in quel lontano 2012.
Avendo vissuto piuttosto da vicino anche questo terremoto del centro Italia (capita infatti che in quella zona sia localizzato uno stabilimento dell’azienda per cui lavoro) ed essendomi confrontato con colleghi dell’area, mi pare di poter dire che sempre più professionisti adottano il coinvolgimento e un modello di comunicazione comunitario, social (destra-sinistra-destra come lo aveva definito Toni qualche mese fa al Politecnico di Milano).
Tuttavia rimangono ancora alcuni problemi evidenti – in particolare in alcune figure di governo che pare abbiano bisogno di raccogliere consensi su qualsiasi cosa e continuamente – che non riescono a prendere le distanze dal modello top-down, che nel libro Alesii prima, Martello ed io poi, abbiamo identificato con l’approccio di B&B. Io spero che l’immediato parlare di ricostruzione e presentare subito un marchio Casa Italia abbia un seguito concreto e di lungo periodo. Non ne posso più di sentirmi raccontare cose nel breve periodo e poi non vederlo realizzato nel lungo. Se davvero si ritiene sia una priorità e lo è, allora la funzione della comunicazione e delle relazioni pubbliche non può essere quella di fare una conferenza stampa, una settimana di tam-tam e poi dedicarsi ad altro. Io come al solito penso che su questo tema, come su altri, la funzione relazioni pubbliche dovrebbe servire ad un  interesse più generale: in questo caso, un grande piano di comprensione degli stakeholder, di ascolto delle aspettative della popolazione e di coinvolgimento di tutti gli attori sia necessario ed opportuno per un cambiamento vero nell’abitare, progettare, costruire i luoghi del nostro futuro.
Per questo ritengo che l’invito a una comunicazione responsabile sia di estrema attualità. Una comunicazione che peraltro diversi nostri colleghi mettono in pratica quotidianamente e hanno praticato in queste settimane: penso ai post dei colleghi dalle zone terremotate per raccontare il lavoro dei volontari ad esempio; penso anche ai due capitoli dedicati alla preparazione sulla crisis communication e alla comunicazione ambientale.
E a questo proposito e su questi temi di interesse del paese, credo che sarebbe utile incontrarci (magari entro fine anno) per discutere insieme, confrontarci e presentare pubblicamente proposte concrete che rappresentino il punto di vista della principale associazione professionale di comunicatori.

lunedì 29 agosto 2016

Il tempo del Silenzio al tempo dei social media

Quando accadono tragedie come quella del terremoto che ha colpito Amatrice e Accumoli, occorre avere il pudore di fermarsi e stare in silenzio, se non si è coinvolti nell'emergenza immediata.
Nonostante i social media ci diano la possibilità di parlare e esprimere il nostro pensiero continuamente, non abbiamo l'obbligo di comunicare 24/7.
Mentre credo che ognuno di noi abbia l'obbligo di tenere in moto il cervello, non credo ci sia la necessità che ognuno di noi debba esprimere pubblicamente i propri pensieri di continuo. La sindrome che invece a quanto pare i social stanno contribuendo a diffondere...
Ora è ancora il tempo dell'emergenza e del lutto. Chi ha vissuto un terremoto o una tragedia pubblica dovrebbe saperlo. Ma chi si occupa di scienze sociali e di professioni che hanno a che fare con la società dovrebbe essere altrettanto consapevole: il lutto, il silenzio, la riflessione sono importanti per ricostruire la nostra anima sociale e il nostro senso della comunità.
Ci sarà il tempo per riflettere e dibattere pubblicamente sui temi propri di questo blog nel prossimo futuro.    

venerdì 26 agosto 2016

Emergenza social - Consigli per le istituzioni che usano i social media durante le crisi (segnalazione del testo di Giovanni Arata)


[Documento preparatorio del report Emergenza social. Scritto di Arata G., Zanelli, L.]

Introduzione

I social media sono una componente ormai consolidata delle abitudini- e delle diete- informative di individui e organizzazioni. Le persone li impiegano a supporto della propria azione sociale in qualsiasi situazione della vita, dalla conversazione quotidiana, alla condivisione di informazioni testuali e visuali, fino all’organizzazione delle attività amicali, affettive, organizzative. Ed un discorso per certi versi analogo può essere fatto per le strutture associate, che riverberano online una porzione sempre maggiore delle loro attività specifiche, siano esse di natura squisitamente commerciale, promozionale o informativa.

mercoledì 24 agosto 2016

Central Italy hit by Earthquake: Support local communities and NGOs on the ground!


Central Italy hit by Earthquake: Support local communities and NGOs on the ground!
Here a summary from BBC News website: 
  1. Rescue teams in central Italy are searching for survivors of an earthquake that has devastated several towns and villages in a mountainous region 
  2. More than 80 people have been killed in the provinces of Umbria, Lazio and Marche 
  3. Quake hits at 03:36 (01:36 GMT), 76km (47 miles) south-east of the city of Perugia, at a shallow depth of 10km (six miles) 
  4. Quake epicentre is Norcia, near Perugia in mountainous central Italy but tremors felt in Rome 
  5. One hundred and fifty people are missing in the village of Accumoli alone